Budapest, Untold History mitteleuropea

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Budapest
Budapest è la più bella città del Danubio; una sapiente auto-messinscena, come Vienna, ma con una robusta sostanza e una vitalità sconosciute alla rivale austriaca. Budapest dà la sensazione fisica della capitale, con una signorilità e un’imponenza da città protagonista della storia.” (da “Danubio”, Claudio Magris, 1986)
Untold History

Budapest, capitale dell’Ungheria, è la destinazione ideale per scoprire la storia e l’evoluzione della cultura LGBTQ+ nella Mitteleuropa. Il fiume Danubio divide le due parti della città di Buda e Pest e l’architettura del centro storico è una costante celebrazione dell’Impero asburgico. Il Danubio è navigabile e collega diverse città sul suo percorso.

La cultura gay si concentra a Pest, nei 5°, 6°, 7° e 9° quartiere: non esiste un vero e proprio quartiere gay ed è sempre consigliabile non esprimere apertamente in pubblico gesti di affetto.

Il richiamo alla cultura gay di Budapest inizia dal Distretto del Castello e precisamente dalla Terrazza Savoia, dove troneggia la statua che ritrae il generale Principe Eugenio di Savoia a cavallo.

 L’Untold History  del generale Principe Eugenio di Savoia lo identifica come gay.

Visse tra il 17° ed il 18° secolo. Nato a Parigi da una nipote del Cardinal Mazzarino, avrebbe dovuto essere introdotto alla carriera ecclesiastica. Eugenio si rifiutò, per preferire la carriera militare. Sotto l’imperatore di Germania, fece una brillante carriera, diventando generale di grande fama. Tra le sue varie campagne militari, si ricorda la Battaglia di Zenta, che portò l’Ungheria sotto il dominio tedesco.

Della sua omosessualità si parlava già quando, ancora giovane, si trovava alla corte di Versailles: Qui correvano voci che non si interessasse alle donne, quanto piuttosto ai giovanotti e siccome disponeva di poco denaro, si offriva loro dietro compenso. Era per questo considerato la ‘fidanzata dei giovanotti’ ed apostrofato con nomignoli irreverenti.

Chiamato dai suoi detrattori ‘Marte senza Venere’, in una canzone goliardica che riporta il suo attraversamento del fiume Reno, si fa riferimento alla sua sodomia: ‘. Quando scoppia una tempesta, il generale teme il peggio, ma il marchese lo consola con queste parole: “le nostre vite sono al sicuro, / infatti siamo sodomiti, / destinati a morire solo di fuoco” (cit. Warren Johansson)

Furono i Francesi, di cui Eugenio di Savoia si dichiarò sempre grande nemico ad ingigantire la sua omosessualità. In particolare la Principessa Palatina era solita scrivere lettere diffamatorie contro di lui. In realtà, non è possibile sapere quanto di vero ci fosse in esse. Certo è che il Principe Eugenio si tenne ben lontano da donne e famiglia, il che favori la sua carriera, tenuta in ampia considerazione presso la religiosissima corte asburgica (malgrado i pettegolezzi)

Servizi su richiesta

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  • Hotel
  • Guida Turistica
  • Transfers
Esempio di Itinerario

Day 1il cuore di Budapest

Il cuore della città è la Basilica di Santo Stefano,  la cattedrale . È ricordata perché è qui che si celebra il matrimonio di Evita Peron, interpretata dalla pop star Madonna nel film ‘ Evita’ con il suo Peròn. Il regista Alan Parker ritenne la chiesa come il setting maestoso ed adatto per quella scena.

Una curiosità della scena gay ungherese è legata ad un’icona pseudo-culturale: il ‘Tenente Colombo’ della serie televisiva omonima ed interpretata dall’attore americano Peter Falk. Si vocifera che le origini ungheresi di Peter Falk riconducano a Miksa Falk, scrittore e politico ungherese del 19° secolo. Una statua in bronzo a grandezza naturale ricorda il ‘Tenente Colombo’ proprio nella via dedicata a Miksa Falk. In effetti, il legame tra il politico e l’attore americano non è ancora stata documentato ed è molto discusso.

 

 

Giorno 2Il Quartiere Ebraico e Ujlipòtvàros

Con il tram #2 è possibile visitare le parti più scenografiche della città, ed arrivare fino al Quartiere Ebraico che, con i suoi 70mila abitanti è uno dei più popolosi di Budapest, Qui la grande Sinagoga, e più di 60 murales distribuiti ovunque.

L’architettura Bauhaus ha ispirato numerosi artisti, architetti e designers anche recenti. Tuttavia, è tra il 1930 ed il 1948 che quartieri periferici e quasi abbandonati come il Ujlipòtvàros, che fu trasformato in un autentico idillio artistico e luogo di incontro per la comunità gay e lesbian.

I ristoranti di piatti tipici non mancano. Il goulash tradizionale si può gustare pressochè ovunque, ma se si cerca qualcosa di più ‘audace’, allora ci si deve dirigere al ‘Babka Budapest’che primeggia in città per i piatti non convenzionali e l’atmosfera molto accogliente. Da non perdere, la cena al Kiosk Restaurant, il cui proprietario, Hubert, appartiene alla comunità e si dichiara ‘vero filantropo’. Altra ottima opzione è il ristorante , il cui proprietario è gay. Il ‘Bar Around’ è il centro della vita queer di Budapest, soprattutto con eventi serali. Poi, nel 7° Distretto, cuore del Quartiere Ebraico, si trova ‘Mazel Tov’ uno spazio all’aperto per incontri culturali e per eventi serali.

 

 

Giorno 3Relax : terme e saune storiche

Budapest è celebre per le sue numerose terme: e sono un ‘must’ per locali e turisti. A prezzi modici  si trascorre una giornata di completo relax.

I bagni Rudas sono rinomati per il panorama che si gode dalla terrazza all’aria aperta con piscina di acqua calda. Questi bagni restano aperti fino alle 4:00 di mattina. 

Szechenyi sono altri celeberrimi bagni all’aperto, i più antichi della città, avendo oltre 100 anni. Più di 100 milioni di persone hanno goduto delle sue acque termali e delle sue piscine. 

Molto frequentate anche le saune. Tra le più conosciute: – Magnum Sauna: la prima e più popolare sauna gay. Nata nel 2000, la Magnum Sauna dispone di varie soluzioni (bio, infrarossi, Finlandese, ecc.), sala vapori e cromo, massaggi professionali e bar con wifi gratuito in tutti i locali. – Sauna 69: è ubicata a sud di Budapest. E’ presente la sauna finlandese, bagno turco, vasca idromassaggio, cabine private, solarium e il bar. Wifi gratuito.

 

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